Autoferimento Vs. Suicidio

Sebbene “auto ferimento” e “suicidio” siano stati spesso accostati la reale relazione esistente risulta ancora piuttosto ambigua.

Difatti, gran parte dei self-injurers sembra fare una netta distinzione tra l’atto autolesivo e il suicidio (Favazza, 1996) e non sente la morte come conseguenza diretta delle proprie azioni. Inoltre, alcuni studi riferiscono che i giovani autolesionisti riportano un minor numero di sintomi depressivi, più bassa ideazione suicidaria, e una maggiore auto-stima oltre che un maggiore sostegno da parte dei genitori, rispetto a chi ha tentato il suicidio (vedi Tabella 1).

Occorre infine precisare che il comportamento autolesionista può essere accompagnato da idee suicidarie, che spesso non portano a dei veri tentativi, sebbene vanno comunque attenzionati.

Differenze tra il suicidio e il comportamento autolesionista

Caratteristiche Suicidio Autoferimento
Intento Cessare la propria esistenza Evitare stress negativo, sentirsi meglio
Letalità Alta, richiede attenzione medica Bassa, raramente richiede attenzione medica
Cronicità Rara Carattere ripetitivo, cronico (10-15 anni)
Metodi Spesso un metodo scelto Tendenza ad usare metodi multipli
Cognizioni Morte, ideazione suicida Pensieri di sollievo, no di morte
Reazioni preoccupazione Suscitare cura, compassione Suscitare paura, disgusto, ostilità, repulsione
Conseguenze Nessuna liberazione dallo stress Senso di sollievo, calma, soddisfazione
Dati demografici Solitamente uomo adulto, compiuto Adolescenti, ugualmente ragazzi e ragazze
Incidenza 10/100,000morti/anno;
100/100,000 tentativi/anno    
400-1,400/100,000 per anno
Fonte: Muehlenkamp, J.J. (2005)
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