Come smettere di farsi del male

Non ce la faccio più, mi taglio in continuazione sul decoltè e sulle braccia solo perché non mi accetto per quello che sono e non mi piace il mio corpo, vorrei un ragazzo ma tutti quelli che mi piacciono mi respingono cosi mi taglio in continuazione. Vorrei un modo per smetterla, e spero che questo sito mi aiuti.

Risposta

Cara Delia, la tua mail, nella sua semplicità, trasmette molto vividamente tutta la sofferenza e le difficoltà che in questo momento stai vivendo e sarei ben lieto di poter rispondere con altrettanta semplicità alla tua domanda, ma purtroppo non è così facile.

Farsi del male è un comportamento che spesso viene messo in atto per gestire il proprio disagio, le emozioni negative e le situazioni che ci mettono in difficoltà, e trovare un modo per smettere richiede un'adeguata comprensione di questo disagio e di noi stessi.  Tu ti sei rivolta a noi ed hai richiesto aiuto, e questo rappresenta già un primo passo importante per prenderti cura di te, che denota da parte tua molta forza interiore e coraggio. Per cui continua a prenderti cura di te, incontra l'esperto in chat , e partecipa ai gruppi di supporto tra pari, così da poterti confrontare con altri giovani che hanno difficoltà simili alle tue. Questi primi passi ti aiuteranno a comprenderti meglio, a capire ciò di cui hai bisogno, a sentirti meno sola nell'affrontare tali difficoltà ed intanto potresti prendere in considerazione la possibilità di chiedere un aiuto nel tuo territorio, rivolgendoti ad uno sportello di ascolto o contattando uno psicologo.

Inoltre, parla con le persone care di queste tue delusioni d'amore, potrebbero darti buoni consigli e abbi pazienza, troverai la persona giusta quando meno te lo aspetti. 

 

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Salve, mi chiamo Maria e ho 23 anni. E' quasi un anno che sono entrata nel tunnel dei DCA, e da Luglio ho iniziato, o meglio ricominciato a tagliarmi... la prima volta che mi sono autoferita risale all'età di 13 anni a seguito di un atto di bullismo subito, ma poi cambiando ambiente non mi graffiai più fino a qualche mese fa in cui ho iniziato a tagliarmi. Se non avessi paura di essere scoperta, probabilmente mi taglierei sempre e ovunque non limitandomi solo alle caviglie e alle braccia. Lo so è assurdo, ma sento che tutto quel dolore lo merito, mi da un senso di liberazione, mi fa dimenticare delusioni e la mia incapacità di vivere. Delle volte mi fa sentire che non ho bisogno che nessuno mi sia vicino... molte volte mi taglio la sera per dormire... mi piace sentire il dolore, quasi mi culla.

Ciò che vorrei chiedere è se davvero un giorno tutto questo potrà finire. Io ora non so se voglio fermarmi, perchè andrei nel panico, senza la mia lametta, perchè è l'unica che mi conforta. Riuscirò a fermarmi io da sola, o è vero che la soluzione a questi mali è l'amore? Perchè se è così io mi arrendo, poiché non l'amore non ci credo più e non aspetto nessuno... basta illusioni!
 

Risposta

Cara Maria, le domande che ti poni rispecchiano un profondo malessere composto da dubbi, paure, aspettative e delusioni che fanno parte della nostra vita, dove trovare le risposte equivale ad un percorso che necessita il suo tempo. Ognuno di noi è diverso dall'altro, e ciò vale anche per chi si autoferisce. Il malessere che esprimi attraverso le condotte autolesive e il"tunneL dei DCA"non è lo stesso per tutti, di conseguenza non vi è una modalità  unica per tutti al fine di guarire; non farti  del male dipende molto da te, da quanto forte è il tuo desiderio di fermarti, e da quello che farai per affrontare questo tuo disagio. Piuttosto che fornirti semplici risposte a domande così complesse, vorrei invece suggerirti di mettere in sospensione la ricerca di una soluzione attraverso l’amore o l’illusione che secondo te può rappresentare, ed intraprendere un percorso psicoterapeutico che possa aiutarti a "costruire" la risposta alla tua domanda “se davvero un giorno tutto questo potrà finire”.

 

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Ciao, sono Sabrina, ho 14 anni e mi taglio da quasi 1 anno. Ho un problema e vorrei uscirne pero non so come. I miei genitori non lo sanno. Quando mi succede di tagliarmi con la lametta sui polsi e sulle gambe mi faccio uscire sangue e mi sento bene. Se lo faccio è perche sono agitata e ricevo dei dispiaceri e sono quasi sempre triste, alcune volte penso di morire ed di non farcela a stare in questo mondo e finito di tagliarmi mi sento meglio. Gli altri non sanno niente che soffro di sta depressione, se si può chiamarla cosi, sono una ragazza che non dice sempre come sta e gli altri pensano che io stia bene che non ho disturbi di sto genere. Io adesso vi ho scritto questo solo per raccontare a qualcuno i miei problemi e guarire da questa situazione, se potete aiutarmi vi sarei grata. Grazie per avermi ascoltata.

Risposta

Cara Sabrina, le tue parole trasmettono molto bene la tua agitazione ed il tuo bisogno di comprensione. L'autolesionismo è un fenomeno molto complesso che riguarda la relazione con le tue emozioni ed il tuo corpo, e, per tale motivo è difficile poter darti un consiglio o una soluzione che risolva tutto. Capiamo come sia difficile poterne parlare con i genitori sebbene loro possano esserti d'aiuto ad affrontare il disagio che stai vivendo, in questo senso ti consigliamo di incontrare uno dei nostri esperti in chat per approfondire meglio ciò che stai vivendo e poter rispondere ai dubbi e alle domande che desideri porre.

 

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Sono una studentessa di psicologia ed ho 19 anni. E mi sento un'ipocrita. Pretendo di poter aiutare in futuro le persone, ed ora penso solo che vorrei tanto potermi tagliare. E' da maggio che non lo faccio, e credo che tra poco impazzirò per questo e per tante altre cose. Non ho mai chiesto veramente aiuto. So che sto arrivando al limite, perché credo che non ne vale la pena. Non vale la pena star male oggi per poi ricominciare con la stessa cosa domani. Credo sia la prima volta che lo ammetto. Voglio guarire, ma fa troppo male smetterla come sto facendo io. Credo che per smettere ci voglia qualcuno o qualcosa per il quale valga la pena, e non ho nessuno e niente.

Non credo di avere una vera e propria domanda. L'unica domanda che mi viene in mente è come si smette, ma non si può chiedere ad una persona via internet, lo so, serve poter fare un colloquio faccia a faccia. Avevo solo bisogno di una persona estranea col quale potermi sfogare. Non mi reputi una stupida ipocrita, lo faccio già io.

Risposta

Cara Virginia, chi scrive sembra una giovane preoccupata e confusa, che non sa cosa fare ma che vorrebbe fare qualcosa per cambiare la propria situazione. Non preoccuparti di apparire ipocrita, il tuo bisogno di sfogo in questo periodo di confusione  potrebbe rappresentare il punto di partenza per affrontare le difficoltà. La domanda su come si smette è più che legittima, ma non c'è una risposta unica che 
valga per tutti in quanto l’autolesionismo riguarda la persona nella sua complessità. Mi sembra intanto molto importante partire dal 
desiderio di guarire, cerca aiuto in qualche esperto (psicologo/psicoterapeuta) vicino a dove vivi per iniziare ad affrontare ciò che 
ti fa stare male. In cuor tuo mi sembra che tu sappia cosa fare, se chiedi aiuto a chi può darti una mano non sarai sola a vivere le tue sofferenze.
 

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Sono una ragazza di 14 anni.  Ho iniziato a tagliarmi in prima media, quando avevo 11 anni perchè ero vittima di bullismo. La gente mi prendeva in giro per il mio aspetto fisico, mi colpiva a volte, mi schiaffeggiava o mi prendeva a calci. Un giorno sono scoppiata, non ce la facevo più, ho preso le forbici in mano e...l'ho fatto. Sono tre anni che vado avanti così. Per ogni minima cosa mi graffio o mi taglio.

Alcuni miei amici lo sanno, cercano di aiutarmi ma è tutto inutile. Pensavo che iniziando le superiori le cose sarebbero cambiate e invece, niente.  Per fortuna non sono più vittima di bullismo nella nuova scuola, ma sono entrata nel grande vortice dell'autolesionismo e non riesco più ad uscirne. La gente mi dice di non farlo ma non possono capire come mi sento. La mia famiglia non sa niente e tra l'altro sono anche bipolare. Nessuno è riuscito ad aiutarmi ma io VOGLIO USCIRNE. Aiutatemi, vi prego.

Risposta

Cara Giulia,  dalle tue parole trapela molta sofferenza e posso immaginare quanto sia difficile per te sostenere le critiche da parte dei coetanei, tuttavia sento in te molta forza e voglia di riuscire a stare meglio. 

Spesso la sofferenza che ci portiamo dentro è un fardello che non sempre può essere compreso dagli altri, ma può essere portato con più facilità se lo si condivide. Tu hai degli amici che cercano di aiutarti, e questo è una fortuna. Quello che sento di consigliarti è di continuare a condividere le tue difficoltà con le persone a cui vuoi bene, di coinvolgere nella tua vita anche i tuoi familiari e rivolgerti ad uno specialista che possa aiutarti in modo specifico (potresti rivolgerti ad un consultorio). Inoltre, riteniamo potrebbe esserti d'aiuto un colloquio in cui approfondire insieme ad un nostro esperto le tue difficoltà. 

 

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